Debutto nel MotoGP della KTM nel 2017

Lo sviluppo della RC16 per il debutto nel MotoGP della KTM nel 2017 è stato ben studiato, perché la moto è stata seguita da Alex Hoffmann e Mika Kallio. Al Red Bull Ring, però, durante il GP Austria, KTM ha svelato ufficialmente la moto, che sarà una voce fuori da coro. Il programma di sviluppo della RC16 è stato veloce ma ben studiato, perché la moto è stata prima “svezzata” da Alex Hoffmann (che per la KTM ha lasciato l’Aprilia) e successivamente seguita da Mika Kallio. La RC16 è stata anche guidata da Randy De Puniet (che ha sviluppato la Suzuki GSX-RR), Karel Abraham e Thomas Luthi. Nel 2017 e nel 2018 i piloti ufficiali saranno Bradley Smith e Pol Espargaró. Entrambi hanno dimostrato di poter puntare alla top ten con la Yamaha M1, quindi sarà interessante monitorare le loro prestazioni in sella alla moto austriaca.

CICLISTICA DIVERSA DALLE ALTRE – Per il debutto nel MotoGP nel 2017, come spesso accade, KTM ha iniziato un suo percorso tecnico, coraggioso perché diverso rispetto a quello della concorrenza. Un po’ come aveva fatto Ducati nel 2003, con la prima versione della Desmosedici (una moto completamente diversa dalle concorrenti), anche KTM, sulla RC16, non ha abbandonato alcune soluzione tecniche utilizzate con successo sui modelli di serie, sulla Moto3 e sulle fuoristrada. Stiamo parlando dell’acciaio per la costruzione del telaio, in questo caso a traliccio. Una struttura semplice, poco costosa e soprattutto versatile, più versatile rispetto al doppio trave in alluminio, più difficile da modificare durante la fase di sviluppo. KTM sarà l’unica a utilizzare il telaio a traliccio in tubi d’acciaio, che in Moto3 sta funzionando, dato che le quarto di litro austriache sono competitive come ed a volte più delle Honda. Certo, la MotoGP è ben altra cosa, perché le potenze in gioco sono notevolmente superiori, però molti ingegneri che lavorano nel racing sostengono che con un telaio a traliccio in tubi d’acciaio si possono raggiungere gli stessi obiettivi (a livello di rigidezze) ottenuti con strutture a doppio trave in alluminio, riducendo anche l’ingombro laterale. Viene da chiedersi per quale motivo, fino a ora, nessuno ha scelto la soluzione del traliccio in tubi di acciaio ma la risposta potrebbe essere più semplice di quanto si possa immaginare: filosofia costruttiva e know how. Tutti i costruttori giapponesi, l’Aprilia e anche Gigi Dall’Igna, ora a capo di Ducati Corse insieme a molti telaisti che lo hanno seguito da Noale, hanno sempre progettato e sviluppato moto equipaggiate con telai a doppio trave in alluminio, soluzione tecnica che conoscono alla perfezione e che quindi sanno sfruttare al meglio.

NIENTE ÖHLINS, SI PUNTA SU WP – Anche le sospensioni sono diverse rispetto a quelle della concorrenza, che utilizza componenti Öhlins. Sulla RC16, invece, ci saranno le WP, azienda di proprietà di KTM, che la Casa di Mattighofen ha interesse a far crescere, sia a livello tecnologico, sia a livello di brand. Sicuramente non potere accedere all’immenso database della Öhlins sarà un limite per KTM, soprattutto all’inizio, però, considerando anche che il Costruttore austriaco utilizzerà un telaio diverso rispetto a quello della concorrenza, nel lungo periodo la scelta di puntare sulla WP potrebbe assicurare dei vantaggi, perché permetterà di modificare velocemente qualsiasi componente. In passato Honda aveva provato a utilizzare sospensioni Showa sulle sue moto ufficiali, però alla fine i piloti avevano preferito le Öhlins, che garantivano un feeling migliore, probabilmente non tanto per questioni tecniche-costruttive ma per la capacità dell’azienda svedese di risolvere velocemente le problematiche, grazie all’immensa mole di dati che ogni weekend viene accumulata su diversi tipi di moto.

MOTORE V4 di 90° – Nelle moto di serie KTM ha puntato su motori bicilindrici a V stretta (75°), soluzione che non sembra più adeguata alle sportive di produzione, figuriamoci alla MotoGP. Per questo motivo, per la classe regina, KTM ha sviluppato un propulsore inedito, un V4 di 90° da oltre 250 CV, in grado di oltrepassare i 19.000 giri/’, caratterizzato dalla distribuzione con le valvole pneumatiche e il cambio seamless. L’impianto di scarico è stato sviluppato in collaborazione con Akrapovic, azienda con cui KTM collabora attivamente da diversi anni, sia nel settore racing, sia in quello della produzione. Infine, sembra che dalla RC16 KTM allestirà una costosa supersportiva stradale in stile Honda RC213V-S. Se ciò accadrà la lista delle MotoGP replica aumenterà e chissà… questa tipologia di moto potrebbe diventare un segmento di mercato (premium).

L’EUROPA PAREGGIA COL GIAPPONE – Alla presentazione della KTM RC16 hanno ovviamente partecipato tutti i manager della Casa austriaca ma anche Carmelo Ezpeleta, orgoglioso di avere tre Costruttori europei e tre Costruttori giapponesi impegnati nella MotoGP, dal 2017.